Connessi con la Natura, connessi con se stessi.

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Wilson Prom – Australia

Cosa significa connessione con la natura e con se stessi? Per me ascoltare il ritmo della natura mi aiuta a scegliere le vie che portano ad una vita più soddisfacente. Vorrei condividere con questo post la scelta che ha cambiato la mia vita radicalmente e che mi permette di vivere rimanendo fedele ai miei ideali e valori.

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Lake Pokara – Nepal

Come avere il coraggio di intraprendere la propria strada.

Avevo un buon lavoro in Irlanda per una società multinazionale decentemente pagato che mi permetteva di fare una vita agiata e in compagnia di altri colleghi internazionali. Ma sentivo che c’era qualcosa che non andava. Ad un certo punto la vita sembrava troppo rilassante senza ulteriori obiettivi o challenges.

Alla ricerca di obiettivi di vita.

Quando sono giunta alla conclusione che l’insoddisfazione nasceva dal fatto che non stavo realizzando i miei sogni, quesi sogni da bambina, innocenti e passionevoli, ho deciso che era il momento di muoversi. Per qualche mese mi sono sentita confusa, non sapevo più quale fosse la cosa giusta da fare o la strada giusta da intraprendere. Chiedevo agli amici più stretti ma ognuno forniva diverse opinioni la maggior parte tendenti a conservare ciò’ che si ha. Pensare al futuro, alla pensione, a mettere da parte.

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Lumbini, Il luogo di nascita di Budda – Nepal

Quando e’ il momento di vivere, realizzare i propri sogni?

Mi sono chiesta questa domanda varie volte nella vita. Ho sempre pensato che il momento giusto era dopo aver concluso altri progetti di vita quali studiare, avere un lavoro serio, un luogo dove vivere. E se dicessi che il momento giusto e’ proprio ora? Che ogni momento serve a realizzare i propri sogni? Quando sono arrivata a capire questo concetto in maniera profonda, alcuni anni dopo aver lasciato il posto fisso, la mia prospettiva di vita e’ cambiata completamente.

I primi passi per ascoltare se stessi.

Conoscete quella voce dentro di voi che quando siete insicuri su cosa fare, vi da’ una risposta immediata? Quella e’ la voce dell’intuizione. All’inizio pensavo di dialogare con Dio quando un giorno decisi di avvicinarmi al cattolicesimo. Poi con lunghe riflessioni e lettere e meditazioni, ho concluso che Io sono Dio. Per cui quel dialogo con quella voce interiore non era altro che parlare con la mia intuizione.

Solitamente e’ più semplice ascoltare la propria intuizione se svuotiamo la nostra mente dalla voce della paura.  Esistono pratiche molto semplici ed efficaci per raggiungere e mantenere questo stato. Meditare non significa solo stare seduti e attendere l’illuminazione. Piuttosto e’ concentrarsi sulla respirazione, sulle sensazioni fisiche più che psicologiche o emozionali.

Io ascoltai profondamente quella voce mentre ero in Irlanda lavorando per la Apple, con un buono stipendio, amici spassosi e uscite a non finire per pub e concerti. Apparentemente non si potrebbe chiedere di meglio nella vita. Ma c’era qualcosa che mancava. E quel qualcosa era racchiuso nelle profondità’ della mia memoria di bambina quando sognavo di viaggiare e di essere nomade.

E cosi’ per un anno decisi di mettere da parte i soldi che guadagnavo con un chiaro obiettivo. Per cui preferivo cene a casa di amici che cene fuori o la condivisione di un drink piuttosto che sperperare i soldi al pub ed evitare di comprare junkie food ma di cucinare di più e più salutare. Questo era solo l’inizio del mio viaggio.

In fin dei conti non e’ tanto la meta che conta ma come ci si prepara al viaggio come si vive ogni giorno e come ci si ringrazia e ci si ama per il dono della vita.

Un giorno di fine inverno diedi le mie dimissioni, tornai in Italia e richiesi il visto per l’India.

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Trenino paesaggistico, Coonoor – India

Sulla strada. On the road.

Zaino in spalla, biglietto solo andata per l’India e l’avventura cominciò. Dopo tre settimane estenuanti in Italia perché il visto indiano tardò molto ad arrivare, essere in India non era poi così male. Ho avuto la fortuna di avere tre amici con cui viaggiare ma dopo venti giorni capimmo che volevamo cose diverse. Per cui mi sono aggregata ad un gruppo di tre ragazze spagnole. Dopo così tanti anni sulla terra, ho sperimentato davvero cosa significa essere indipendente e contare solo su se stessi. L’esperienza “spagnola” fu stupenda. Mentre all’inizio ero restia ad uscire la sera e bere una birra in strada, cosa che nell’India del Sud le donne non fanno. Con le mie nuove amiche ci comportavamo come a noi sembrava naturale per cui mi ha dato tanto fiducia coniugare le abitudini del posto natio con l’esperienza del viaggio e della scoperta di tradizioni diverse.

Quando le ragazze spagnole dovettero tornare a lavoro, ero nuovamente sola. Ciò non significa che non fossi soddisfatta, al contrario cercavo le più disparate avventure. Decisi di andare a scoprire Auroville per un finesettimana e lasciai il mio zaino a Cennai. Ed invece rimasi nei dintorni di Auroville per un mese con solo un cambio di vestiti, la mia macchina fotografica, il cellulare – che persi dopo una settimana a causa di un appropriamento indebito – portafoglio e crema solare. Mi ero quasi stabilita vivendo in una fattoria di permacultura tropicale dove affittavo una stanza palafitta a basso costo con pasti inclusi e lavorando a basso compenso traducendo il sito web dell’amministrazione della comunità di Auroville. Ero felice, così tanto da infatuarmi di un ragazzo indiano e volerlo sposare (dopo un paio di mesi mi era chiaro che volevamo cose diverse e cambiai idea, seppur non avrei voluto ferire i suoi sentimenti). La relazione con questo ragazzo mi portò a Bangalore una grande città divenuta hub industriale-informatico a disdetta degli innumerevoli laghi naturali, una volta motivo di notorietà. La mia difficoltà nel vivere in città mi ha portato a cercare una scappatoia il più presto possibile, così dopo due settimane, di cui una passata da malata, ho prenotato un aereo per Leh, Ladakh, il centro urbano più a nord dell’India in mezzo all’Himalaya. 

Era solo l’inizio della scoperta di me stessa e del valore di questo viaggio come viaggio introspettivo. Ho partecipato al Kalachakra con il Dalai Lama, ho vissuto con una famiglia locale e poi ho preso il bus per 18 ore fino a Manali – famoso paese montano dove molti viaggiatori si fermano. E poi il mio viaggio interiore-esteriore ha proseguito a Daramsahala dove ho fatto 12 giorni di meditazione Vipassana. Alcuni giorni a Rishikesh dove ho fatto yoga e passeggiate lungo la fonte del fiume e scavalcato le mura dell’ashram dei Beatles allora in disuso. Dopo couchsurfing e aver conosciuto tante persone viaggiatrici e gente locale, da Mumbai ho preso un treno per tre giorni fino al confine con il Nepal.

In Nepal la mia avventura continua con l’ascesa dell’Himalaya rappresentante l’ascesa verso la mia consapevolezza interiore di essere una con l’universo. La montagna offre sempre un ambiente mistico e di ascensione. Il Nepal è un paese che porto nel cuore specialmente per la generosità del suo popolo che offre tutto dal niente. Questo ha incredibilmente segnato la mia personalità. Ancora di più ho pensato che lamentarsi non serve a nulla e che dare/give e prendersi cura degli altri è una missione fondamentale nella mia vita. Il mio motivo di esistere.

Come sconfiggere le proprie paure.

Avevo ed ho tante paure. Avevo paura di viaggiare sola e alla fine ho trovato me stessa ed ho cresciuto un amore verso Silvia che non avevo mai provato prima. Avevo paura di sbagliare, ogni giorno non programmato è un’avventura, una pura dose di adrenalina e di riconciliazione con se stessi. Avevo paura di non essere in grado. Si impara con l’esperienza, nessuno nasce imparato (vecchio saggio detto).

L’unico modo per affrontare le paure per me è stato capire che sono solo proiezioni della mia mente che non esistono nella realtà, sono emozioni e non oggetti tangibili e per questo motivo è in mio potere la facoltà di cambiare e trasformare una paura in curiosità per lo sconosciuto.

Prendere il treno da sola di notte, non sapere dove dormire quando è già sera, star male da sola. Questo ed altro sono esperienze in cui solo io posso prendere la situazione in mano e ciò mi fa sentire enormemente in pieno potere delle azioni ed intenzioni. È un’esperienza di fiducia in se stessi in un ambiente di generosità e di abbondanza di amore e compassione.

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Trek verso il campo base dell’Everest – Nepal

Come sopravvivere viaggiando.

Prima di intraprendere il mio viaggio mi chiedevo sempre come gli altri potevano permettersi di viaggiare per oltre due settimane senza lavori stabili. Ero così intrappolata nel sistema vigente di sfruttamento lavorativo ed oppressione della creatività che credevo fosse impossibile permettermi di più delle due canoniche settimane di vacanza.

Prima cose risparmiare avendo un obiettivo in mente. Secondo se si scelgono paesi dove la valuta monetaria ha un valore più basso rispetto alla propria allora non si ha bisogno di lavorare mentre si viaggia perché la vita è meno cara. Terzo si può sempre lavorare in altre esperienze che offriranno altre possibilità di crescita. Ad esempio ho deciso di lavorare come cameriera e baby sitter in varie occasioni nonostante abbia una laurea in traduzione, volevo sperimentare e giocare con le mie abilità sociali. Quarto esistono attività come couchsurfing o wwoofing che permettono di risparmiare molto, fare lavori pratici che offrono l’apprendimento di abilità  pratiche e di vivere con persone locali in aree non sempre turistiche.

Mentre scrivo mi trovo a due passi dal parco nazionale Abel Tasman a Golden Bay in Nuova Zelanda. Se sono riuscita io ad ascoltare la voce della mia intuizione e della fanciulla dai mille sogni, chiunque può farlo.

Sarei felice di leggere i vostri commenti o feedback. Porgetemi pure domande personali. Io vi chiedo: Cosa significa ascoltare la propria intuizione? Cosa ci blocca a fare il primo passo? Come avere più fiducia in se stessi?

Copyright © Silvia Di Domenicantonio 2017

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